Giornata Formativa Lutto Perinatale – 9 Marzo 2017.

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ASPETTI PSICOSOCIALI DEL LUTTO PERINATALE – LA PRIMA GIORNATA FORMATIVA SUL TEMA DEL LUTTO PERINATALE ORGANIZZATA DAL CENTRO MAIA DI ARONA.


Lo scorso 9 marzo 2017 si è svolta a Borgomanero, presso le aule di formazione di Finis Terrae,  la prima Giornata Formativa sul tema del Lutto Perinatale organizzata dal nostro Centro e che ha avuto come relatrice la Dott.ssa Claudia Ravaldi, medico, psichiatra e psicoterapeuta, presidente di CiaoLapo Onlus, voce autorevole a livello nazionale nell’ambito di tale tematica.

Durante la prima parte della mattinata la Dott.ssa Ravaldi ha approfondito alcuni aspetti della psicologia del lutto perinatale chiarendone le specificità. Il lutto perinatale non è, infatti, un lutto come gli altri, per diversi motivi: è improvviso ed inaspettato (anche altri lutti lo sono…) in quanto avviene in un momento in cui la famiglia è proiettata all’attesa di una nuova vita e non della morte; al contrario di quando muore una persona cara, non si possiedono molti ricordi del bambino nato morto, memorie che hanno solitamente un ruolo fondamentale nel processo di rielaborazione di una perdita*; altra caratteristica cruciale del lutto perinatale, secondo Ravaldi, è la negazione da parte di società, operatori, amici e parenti della perdita: “Siete giovani, vedrete che ne farete presto un altro!”, “Su dai, in fondo era solo una “cosina”!”, “Succede ad ogni donna, non preoccuparti”, “Quando ci riprovate?”, “Per fortuna eri solo al secondo mese!”. Queste sono solo alcune delle frasi tipiche che la coppia cha ha perso un bambino si ritrova ad ascoltare in diverse situazioni sociali e che non facilitano il processo di attraversamento del lutto: se chi è intorno a noi non riconosce la nostra perdita, com’è possibile una sua rielaborazione? Il dolore viene allora vissuto nel silenzio e soprattutto con la sensazione che quello chi si prova sia qualcosa di sbagliato, di sconveniente.

Nella seconda parte della mattina è stata posta l’attenzione sulle fasi che “fisiologicamente” la coppia che ha vissuto l’esperienza di una perdita perinatale si trova ad attraversare. L’elaborazione del lutto ha, infatti, un suo particolare percorso; esso non può mai essere “superato” ma può essere attraversato. La prima fase di evitamento è caratterizzata da diversi vissuti, il primo è quello di shock e confusione di fronte alla notizia: non sembra che possa essere accaduto davvero. Possono essere messi in atto meccanismi di difesa come la negazione e la dissociazione e si vorrebbe che tutto tornasse come prima. Alcuni si sentono in colpa perché temono di essere stati causa della morte. Si ha paura per il futuro. Può seguire una fase di rabbia (verso se stessi – senso di colpa, o verso gli altri – “è tutta colpa del ginecologo!”). Intorno ai 5 mesi dall’evento si entra in una fase di tristezza profonda, di angoscia esistenziale: è il momento della desolazione in cui si comprende appieno che non è possibile tornare indietro. Si tratta di un peggioramento fisiologico ma fondamentale perché permette di dare un posto al ricordo di quel bambino. Seguono altre tre fasi importanti durante le quali la coppia può iniziare a trovare la capacità di dialogare e confrontarsi con gli altri, si può parlare dell’evento ed è possibile accettare che sia qualcosa di proprio da integrare nella personale esperienza di vita; è possibile pensare al futuro e accettare di poter stare ancora bene. Questo è possibile dopo un periodo indicativo di circa 8-9 mesi; in realtà il percorso di rielaborazione di un lutto così traumatico è molto soggettiva. Le neuroscienze e la fisiologia ci vengono in aiuto e ci dicono che in seguito ad un trauma, come il lutto perinatale, le cellule dell’ippocampo (struttura cerebrale implicata nel circuito emotivo e nella memoria) subisce un’inibizione della neurogenesi tale per cui le sue funzioni vengono bloccate per poi riprendere dopo circa 6 mesi. Questo dato è importante perché ci dice che è necessario un tempo e un’attesa e che la frase “Perché non ne fate subito un altro” non costituisce una funzionale e ragionevole modalità di aiuto.

Nel pomeriggio l’attenzione è stata rivolta ai gruppi di auto mutuo aiuto (Gruppi AMA), condotti da facilitatori adeguatamente formati (solitamente madri o padri cha hanno vissuto l’esperienza del lutto perinatale) e da professionisti come psicologi, psicoterapeuti e ostetriche.

E’ stato dato anche qualche accenno all’importanza di lavorare con i fratellini ed ai loro possibili vissuti legati all’esperienza del lutto perinatale.

Al termine della giornata di formazione la Dott.ssa Ravaldi ha incontrato le famiglie presso l’Aula Magna del Comune di Arona per presentare il suo albo per l’infanzia “Goccia di Terra, Goccia di Mare”, in cui affronta il tema della tristezza e delle lacrime, sottolineando l’importanza per il bambino di poter avere intorno a sé adulti capaci di accogliere e valorizzare le sue emozioni anche quando sembrano assumere una connotazione negativa.

goccia-di-terra-goccia-di-mare

La giornata ha sancito l’inizio di un progetto più ampio, rivolto alle famiglie che hanno perso un bambino durante la gravidanza (non importa in quale mese o perché) durante e subito dopo il parto, nei primi mesi o anni di vita. Il progetto “Trasformare il Dolore”, promosso dal Centro Perinatale Maia di Arona, ha tra i suoi obiettivi la formazione degli operatori che operano direttamente con le coppie che si trovano a vivere quest’esperienza e il sostegno alle famiglie in lutto. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Comunità Novarese Onlus che ha creduto nella sua importanza ed attualità. Nei prossimi mesi verranno attivati, grazie alla collaborazione con i Servizi Pubblici Territoriali e gli Ospedali della Provincia (che faranno da tramite nell’informare le famiglie) gruppi di accompagnamento al lutto rivolti sia alle coppie di genitori che ai fratelli.

Tali gruppi saranno condotti da una psicologa e da due professioniste esperte in musicoterapia e biodanza.

Per poter accedere al servizio, gratuito per tutte le famiglie, è possibile contattare direttamente il Centro Perinatale Maia al numero 392.5694549 o alla mail centroperinatalemaia@gmail.com. Verrà fissato un appuntamento preliminare con i familiari per conoscersi e valutare tempi e possibilità di partecipazione al gruppo.

Ringraziamo la Dott.ssa Ravaldi per la ricchezza del suo intervento, la Fondazione Comunità Novarese Onlus per il contributo ed il sostegno all’iniziativa, il Progetto Family Like per il supporto nella fase della comunicazione, per averci offerto la location, l’animazione per i bambini durante l’incontro serale e Rosy Sinicropi per le fotografie. La Rete Nondisolopane, per averci preparato ed offerto un gustoso rinfresco a fine giornata, l’Assessorato alle Pari Opportunità e Welfare del Comune di Arona non solo per averci ospitato nell’Aula Magna, ma offerto la possibilità di inserire il nostro evento all’interno di un ciclo di incontri organizzati in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Ricordiamo a tutti che è possibile sostenere il Progetto “Trasformare il Dolore” attraverso una donazione alla Fondazione Comunità Novarese Onlus, che ci sostiene nell’iniziativa. Anche una piccola quota può essere per noi fondamentale al fine di poter offrire gratuitamente alle famiglie in lutto servizi sempre più completi e per poter realizzare ulteriori momenti formativi rivolti ai professionisti dei servizi pubblici e privati che operano in tale ambito.

Donare è facile:

CARTOLINA LUTTO def2.jpg

*In merito alla mancanza di memorie, CiaoLapo propone agli operatori dei reparti di ginecologia ostetricia di offrire alle famiglie la possibilità di raccogliere i pochi ricordi possibili: foto, impronta dei piedini, memory box,…).

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