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BIODANZA E IL SUO PRINCIPIO

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Una delle priorità delle biodanza è stimolare LA VITA che si manifesta nell’espressione delle potenzialità, vitali, creative, affettive dei partecipanti.

In biodanza il Principio Biocentrico mette al primo posto LA VITA e va, in ogni suo esercizio a sostenere e rafforzare la connessione profonda con essa. Questa connessione profonda permette di attingere ai propri Potenziali Genetici. Per Potenziali Genetici si intende tutte le capacità insite in ognuno. Alcune di queste, grazie all’ambiente sociale e familiare nel quale si è cresciuti, sono manifeste altre invece rimangono silenti, bloccate. Biodanza, offrendo un ambiente arricchito dove tutte le sfere dell’esistenza vengono stimolate, permette l’espressione delle capacità bloccate e il rinforzo di quelle già conosciute. Per quanto riguarda i bambini le sfere su cui si lavora sono: la vitalità, la creatività, l’affettività veicolate in un gruppo con musica ed esercizi specifici.

Stimolare la vitalità si traduce, in biodanza, nell’aiutare l’espressione della propria vitalità, forza e determinazione ma anche l’importanza dell’autoregolazione, e la necessità del riposo dopo l’attività. La musica dà un ritmo, che i bambini imparano ad ascoltare e nel quale si muovono in libertà seguendo la melodia. Il movimento è libero, uno spazio dove i bambini possono esprimere sé stessi in libertà, per poi trovare un tempo di riposo, più rilassante

Biodanza è la celebrazione della Vita che si manifesta in maniera soggettiva in ognuno. Ogni essere umano, bambino o adulto esprime in ogni momento la sua identità, unica, irripetibile. All’interno di ogni sessione di biodanza questa diversità è vista, vissuta, celebrata. Ogni VITA ha un valore intrinseco che deve essere sentita, vissuta, accettata. Biodanza considera le diversità come portatrice di una ricchezza, una ricchezza che va conservata, protetta. In una società come la nostra questo punto è fondamentale per permettere l’integrazione di ciascuno eliminando atti di violenza o/e bullismo.

L’aspetto creativo permette ai partecipanti di ampliare le proprie possibilità di azione che si traducono in biodanza con l’opportunità di sperimentare nuovi movimenti, è renderli consapevoli della loro capacità di “creare il loro mondo” trovando le proprie soluzioni e modalità.

Ultima, e forse la più importante è l’aspetto affettivo che si traduce nella sensibilizzazione nel contatto con gli altri, nello scoprire il proprio modo di esprimere affetto, e nel riconoscere i diversi modi di esprimere queste emozioni. È imparare il contatto sensibile, è vedere il compagno come diverso ma anche come simile in quanto essere umano, è stimolare l’empatia, l’amicizia. È il sentirsi appartenente ad un gruppo. Un gruppo che può essere attento ai bisogni di ciascuno e dare sostegno secondo la propria età, competenza e possibilità. È aprire il cuore verso il mondo che in biodanza è rappresentato dai compagni, è accettare l’altro così com’è. Per stimolare questa attitudine biodanza ha specifici esercizi a 2 con diversi cambi o in gruppo che permettono una sempre maggiore integrazione tra i compagni, e anche del singolo individuo con sé stesso e con gli altri, sperimentando la capacità di trovare la giusta sintonia anche con chi sembrava tanto diverso.

Biodanza fonda le sue radici su studi a 360° dal punto di vista fisiologico, antropologico, filosofico pedagogico etc. Riprendendo il pensiero di-Jacques Rosseau, filosofo francese, che sosteneva la bontà della natura dell’essere umano che diventa corrotto a causa della società, biodanza ha sviluppato un sistema che permetta all’uomo di ritrovare in sé le risorse per rimanere buono, fiducioso verso il mondo che lo circonda e, nel contempo, sviluppare la capacità di essere in contatto con la propria natura, con la propria forza e determinazione per poter esprimere sinceramente le proprie opinioni, trovando soluzioni che gli permettano di vivere una vita piena, felice che è la prerogativa di una sana identità.

 

A cura di: Stefania Borgonovo, operatrice di Biodanza.

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