Il Centro Maia consiglia…una ricetta!

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Pasta alle “Pillole di drago”

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Questa settimana vi propongo una versione riadattata di “pasta e fagioli”, ideale per tutta la famiglia, anche per i bimbi dopo l’anno. Le “Pillole di drago” sono i fagioli, che agli occhi della mia bimba diventano molto più curiosi e invitanti con questo nome!
Ingredienti (per 2 adulti e 2 bambini)
• 250 g di pasta corta • 120 g di fagioli rossi o borlotti secchi (oppure circa 300 g se in scatola) • 3 cucchiai di olio di oliva extravergine • Polpa di pomodoro 400 g • Brodo vegetale • 1 peperone rosso o 2 carote • 1 scalogno • Sale
Lasciate in ammollo i fagioli per 8-12 ore poi sciacquateli bene. Immergeteli in circa 850 mL di acqua fredda (senza sale) con un cucchiaio di succo di limone, portate a ebollizione e cuocete a fuoco moderato per circa 60 minuti; durante la cottura i fagioli devono essere costantemente coperti da acqua. Una volta cotti scolateli e frullate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Potete anche conservare qualche fagiolo a scopo decorativo.
In un pentolino scaldate il brodo vegetale. Nel frattempo preparate la pasta cuocendola per la metà del tempo indicato sulla confezione.
Tritate lo scalogno e tagliate il peperone a striscioline (o grattugiate le carote) e fate soffriggere nell’olio in una padella antiaderente abbastanza capiente. Aggiungete il composto ottenuto dai fagioli poi la polpa di pomodoro e mescolate bene. A questo punto potete unire la pasta e terminare la cottura in padella aggiungendo il brodo vegetale. Lasciate rapprendere il brodo fino alla consistenza desiderata; per i piccoli fate intiepidire il piatto prima di servirlo.
I vostri bambini saranno felici di poter assaggiare la pasta preparata con le “Pillole di drago” e sentirsi pieni di energia come veri draghetti!

La dietista informa…

Questa pasta è pensata per attirare l’interesse dei più piccini ma il sapore dolce e gradevole e la consistenza vellutata aiutano i bimbi ad accettare i legumi. Fatevi aiutare nelle operazioni di ammollo e lavaggio dei fagioli, chiamandoli giocosamente le “Pillole di drago” e inventando qualche piccola storia. I bambini avranno più voglia di gustare questo piatto interessante e nutrizionalmente completo! Vi ricordo che i legumi (fagioli ma anche lenticchie, ceci, piselli, fave, lupini, soia, ecc) sono la fonte più importante di proteine di origine vegetale, tanto da essere definiti “carne dei poveri”; in una dieta varia ed equilibrata il loro consumo è consigliato almeno 2-3 volte a settimana al posto del secondo piatto di origine animale (quindi carne, pesce, formaggio o uova) e questo vale anche per i bambini. I legumi non sono totalmente paragonabili a un alimento di origine animale in quanto carenti di alcuni aminoacidi (i precursori delle proteine); questa carenza viene compensata abbinando i legumi a un piatto di cereali, (che contengono tali aminoacidi). Per i legumi ricordiamo allora che: 1. È bene associarli a pasta/riso/pane o altri cereali e non utilizzarli, come spesso accade, come “contorno”. Es. se si mangiano i fagioli, non serve poi mangiare la carne. 2. A differenza dei secondi animali, non contengono colesterolo e hanno pochissimi grassi 3. Sono ricchi in fibra, utile per la regolarità e la salute intestinale, per favorire il senso di sazietà e prevenire importanti patologie metaboliche. I fagioli in particolare contengono una varietà di vitamine e minerali fornendo principalmente potassio, fosforo, magnesio, vitamina C, vitamina B3, folati e altre sostanze antiossidanti. Contengono anche sostanze potenzialmente tossiche ma che si degradano con l’ammollo e la cottura. Se per praticità li volete acquistare già pronti all’uso, meglio optare per fagioli surgelati o in vetro, da scolare e sciacquare per bene prima dell’utilizzo. Evitate i fagioli in latta in quanto ricchi di sodio (aggiunto
al liquido di conservazione) e nichel a causa dell’erosione del contenitore di metallo. Se invece optate per i fagioli secchi, ecco qualche consiglio utile: i legumi sono molto ricchi di vitamine del gruppo B, che sono idrosolubili e si perdono facilmente durante l’ammollo e la cottura; l’aggiunta di succo di limone, un cucchiaio per ogni litro d’acqua, accresce la ritenzione di vitamine del gruppo B alla fine della cottura. L’acqua di ammollo va gettata via perché contiene disciolte anche le sostanze tossiche di questi legumi.

A cura di: Marcella Serioli, dietista

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