Pedagogia del bosco

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Sabato 14 Dicembre ore 10.00

Presso la sala T. Moro (attuale biblioteca), via San Carlo ARONA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “PEDAGOGIA DEL BOSCO”,

EDUCARE NELLA NATURA PER CRESCERE BAMBINI LIBERI E SANI

Di Selima Negro

Written by TIMOILBRUCO.
A ottobre 2019 è uscito il mio libro La pedagogia del bosco. Educare nella natura per crescere bambini sani e liberi, edizioni Terra Nuova e ordinabile qui: https://bit.ly/2lPAHFE

L’ho scritto per raccogliere
☀️ le riflessioni nate da 5 anni di progetti di libera immersione nel selvatico di Fuori dalla scuola;
☀️ le considerazioni nate dall’incontro con molte altre realtà in Italia e all’estero;
☀️ i materiali e gli strumenti che arrivano da paesi in cui la pedagogia del bosco è più solida e diffusa (e pressochè introvabili in Italia).

Il mio obbiettivo era di raccogliere tutto ciò che può essere rilevante per chi vuole far partire un progetto basato su questo approccio pedagogico, a scuola, nel tempo libero, in famiglia o in qualsiasi tipo di servizio educativo, mantenendo un equilibrio tra suggerimenti pratici e spunti teorici.

Ovviamente in un solo libro non ci può essere proprio tutto… il mio intento è quello di contribuire a un dibattito pubblico ricco, vivo e diffuso su questo approccio perché le sue radici anche in Italia crescano sempre più profonde e solide.

Quali sono i principi che stanno alla base della pedagogia del bosco? Una piccola guida di introduzione all’argomento.

Pedagogia del bosco è un approccio in cui le occasioni di crescita e apprendimento nascono spontaneamente dalla libera interazione tra ambiente e bambini stessi. Il ruolo dell’adulto è quello dell’osservatore, e quando serve interviene come mediatore e accompagnatore mettendo a disposizione dei bambini le informazioni e le esperienze che possiede. La sua funzione principale è quella di “base sicura”, un riferimento a cui tornare e a cui rivolgersi quando i bambini ne hanno bisogno. Il suo modo di interagire con i bambini non può essere direttivo, ma deve instaurare un dialogo continuo in cui ogni parte impara dall’altra.
Per questo l’atteggiamento deve essere sempre di accoglienza e non giudizio, e la sua serenità è importante perché i bambini si sentano veramente liberi di dedicarsi alle loro attività.
La comunicazione deve essere sempre improntata all’empatia e deve essere consapevole di come comunicare in modo efficace, costruttivo e non violento, anche nei momenti di tensione e conflitto.
La vera maestra è la natura: l’insieme di elementi atmosferici e materici, la presenza degli altri esseri viventi, l’infinita gamma di stimoli sensoriali, possibilità di trasformazione e interazione.

La pedagogia del bosco pone attenzione ad alcuni elementi “primordiali” dell’esperienza di apprendimento dell’essere umano: il gruppo di bambini di età diverse e la partecipazione alle attività degli adulti sono due pilastri dell’educazione in tutte le società “tradizionali”. Stare insieme con bambini più grandi e più piccoli è un’occasione di crescita fondamentale, tra di loro imparano il rispetto e le strategie per interagire con chi è diverso, i più grandi imparano ad aspettare chi ha bisogno di una spiegazione o di un’attenzione in più, i più piccoli guardano a dei modelli di competenza a cui tendere. Si creano anche meno stereotipi e confronti negativi tra bambini, non essendo identificati chiaramente i gruppi di “grandi” e “piccoli” ciascuno è semplicemente se stesso, senza pressioni a raggiungere uno standard presunto di capacità e competenze relativo all’età.

L’apprendimento partecipato è invece l’esperienza che avviene tutte le volte che un bambino affianca e partecipa a un’attività degli adulti, senza distinzione tra teoria e pratica, partendo da un reale interesse e da un legame concreto con finalità tangibili.
Anche qui il mondo della scuola, se da una parte dovrebbe essere (almeno in teoria) più a misura di bambino di molti contesti della società contemporanea, d’altra parte ha perso quasi completamente il legame con i ritmi, le esigenze, le dinamiche della quotidianità. Gli elementi che caratterizzano l’organizzazione scolastica sono di nuovo funzionali al controllo degli adulti e non alle esigenze dei bambini: la campanella, il banco, la classe, gli elementi anche decorativi (i poster, i cartelloni…). Per non parlare dei voti, dei libri fatti apposta per la scuola… tutti elementi che poi nelle nostre vite fuori dalla scuola non useremo mai più!

Perché infatti si parla di pedagogia “del bosco”? Perché nonostante tutto il nostro mondo e la nostra vita si basano ancora (più che mai!) sulle risorse naturali, da cui dipendiamo per bere, mangiare, respirare (e spostarsi, costruire…).
Anzi questo aspetto è quello che rende più attuale e urgente la diffusione di questa pedagogia: prima che sia troppo tardi, dobbiamo permettere ai nostri bambini di ritrovare quel contatto e quella comprensione delle dinamiche da cui dipende la nostra sopravvivenza e che gli esseri umani sembrano così impegnati a dimenticare.

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