Archivio mensile:aprile 2020

Il Centro Maia consiglia….un’attività!

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”Giochiamo con le FORME GEOMETRICHE”

Ecco un’altra piccola attività di motricità fine, per potenziare l’attenzione visiva, la coordinazione oculo-manuale, la capacità nell’uso delle forbici e sviluppare la capacità del riconoscere le forme geometriche.
Materiali: Fogli bianchi e colorati, forbici, colla, spago, cannucce e pennarelli.
Chi: dai 4 anni


 

Il Centro Mia consiglia…un’attività!

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La motricità fine, ovvero la capacità di compiere movimenti precisi coordinando mani e vista, si puo’ esercitare in molti modi: come ripassare linee tratteggiate, colorare dentro determinati spazi, infilare perline in un filo o usando le forbici. Troppo spesso non offriamo ai bambini l’opportunità di utilizzare le forbici già da molto piccoli, per timore che si facciano male. Ma in commercio ne esistono molte sicure, con punte arrotondate e che possono tranquillamente essere utilizzate anche dai bambini sotto i 3 anni di età (comunque sotto la supervisione dell’adulto).
L’uso delle forbici, fin dai 2 anni, favorisce lo sviluppo sotto diversi punti di vista, oltre all’allenamento della motricità fine, il miglioramento della coordinazione oculo-manuale, necessaria per svolgere pressoché qualsiasi attività quotidiana (portare il cibo alla bocca, vestirsi e svestirsi, versarsi dell’acqua, etc) e miglioramento della coordinazione bilaterale, il rafforzamento dei muscoli della mano, fondamentale per imparare poi a scrivere, oltre che per diverse azioni quotidiane, come lavarsi i denti, impugnare e maneggiare correttamente le posate. Lo sviluppo di tali abilità porta anche, di conseguenza, ad una maggiore autonomia del bambino nel gestire se stesso, il suo corpo e le sue attività.
Il tagliare risulta inoltre essere una attività fortemente rilassante e distensiva, che può rivelarsi molto utile come strategia per calmare il bambino quando è agitato, nervoso, arrabbiato.
Oggi vi propongo due attività da svolgere con le forbici per esercitarci divertendoci, ma ce ne sono davvero tantissimi altri.
Gioco del parrucchiere e gioco degli animaletti!
Materiali: Forbici, fogli, pennarelli.
Chi: dai 3 in su, con supervisione.
Dove aver ritagliato i capelli da bravi parrucchieri, si può passare anche alla tinta….tagliando fili di lana e incollandoli. Così come dopo aver aiutato gli animaletti a raggiungere i loro premi, si possono attaccare su un foglio e creare le loro casette, magari con altri ritagli.

Buon divertimento!

Marta Ricca, tirocinante pedagogista

Il Centro Maia consiglia…Biodanza!

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Biodanza

Bentornati al nostro appuntamento con la biodanza, con un nuovo esercizio.

Biodanza ha come strumento di espressione il contatto con l’altro. Nel contatto, spesso, si comunica molto di più che con le parole, il tocco ha varie sfumature così come i messaggi che porta, è un elemento essenziale nella vita di tutti, per cui oggi vi propongo un esercizio molto semplice, dove iniziare a sperimentare un tocco leggero, giocando.

Il gioco che faremo oggi è: api e fiori.

Per giocare si ha bisogno almeno di due fiorellini, quindi a turno due persone faranno i fiori, se il numero del nucleo famigliare è di tre, e uno farà l’ape. Quando gli adulti faranno i fiori vi consiglio di mettervi in ginocchio e trovare l’espressione del proprio fiore (girasole, rosa, orchidea, margherita etc.). l’ape di turno svolazzerà per un pochino intorno ai fiori e poi dolcemente si poserà su ognuno., restandoci qualche secondo.

Importante che a turno tutti facciano le api e i fiori.

Obiettivo di questo gioco è molteplice, in primo luogo dà l’occasione, soprattutto ai grandi, di sperimentare come la leggerezza sia un’emozione che si può richiamare quando se ne ha bisogno, e per i più piccoli va a stimolare un contatto leggero, un avvicinarsi al tocco soave e delicato che va spesso appreso e spiegato.

Dopo aver fatto per almeno due o tre volte ciascuno sia il fiore che l’ape, si può concludere diventando tutti apine che volteggiano nell’aria. Entrate in questo esercizio cercando di lasciarvi alle spalle preoccupazioni e di volare liberi e leggeri, vivendo appieno quest’esperienza.

Con questo vi saluto e buon volo a tutti!!!

Stefania Borgonovo, operatrice di Biodanza

Il Centro Maia consiglia….un’attività!

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”LA FABBRICA DEGLI AMICI STRANI”
Materiale:fogli, pennarelli, righello e dado.
Chi: dai 4 in sù, con mamma e papà.
Vi siete divertiti a giocare con i vostri piccoli? avete avuto modo di osservarli meglio durante l’attività?
Ora vi propongo questo gioco, che allenerà un po’ la fantasia e ai più pigri darà modo di mettere in campo le proprie doti artistiche.
Potete creare più tipi di fabbriche: macchinine, bambole, mostri, animali e così via…cambiando semplicemente le categorie!
buon divertimento!
Marta Ricca, pedagogista

Il Centro Maia consiglia…un’attività!

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GIOCHI INDIVIDUALI E DI GRUPPO!

Materiali: Rotoli di carta igienica, pennarelli o tempere, pallina.
Chi: dai 5 anni in sù, con mamma e papà

Giocando e divertendosi con i propri figli, si tende a dimenticare per un po’ il mondo esterno, la frenesia della vita quotidiana e lo stress annesso, questa quarantena ci fornisce un’ottima occasione. Attraverso il gioco con mamma e papà, i bambini sperimentano in modo piacevole, spontaneo e immediato, la loro presenza e il loro amore. Allo stesso tempo giocando con loro potete conoscerli ancora meglio, osservarli e vederli all’opera, è proprio con il gioco che i bimbi mostrano se stessi, la loro personalità, i loro gusti, il loro carattere. Attraverso il gioco possiamo insegnare loro ad essere pazienti e perseveranti: quando i bambini giocano, provano diverse tecniche fino a scoprire quella che funziona meglio, subendo vittorie e sconfitte e tante occasioni per riflettere con loro su reazioni e sentimenti. Giocare con i propri figli è importante perché contribuisce anche a costruire la loro autostima. Ecco, due giochi semplicissimi realizzabili con materiale riciclato. Potranno poi anche giocare da soli o con i fratelli, e sicuramente tutti insieme.
Buon gioco!

Clicca qui per il video: https://www.facebook.com/962632357120512/posts/3167466696637056/

Marta Ricca, tirocinante pedagogista