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Stracciatella alla romana

In questo mese ancora invernale vi presento una ricetta tipica della tradizione umbra e marchigiana, una minestra con fiocchi morbidi e saporiti che farà contenti grandi e piccini! Vediamo come si prepara e le sue caratteristiche nutrizionali.

Ingredienti (per 2 adulti e 2 bambini)

  • 4 uova intere

  • 1 L di brodo (di carne o vegetale) fatto in casa

  • 4 cucchiai di formaggio grattugiato (parmigiano)

  • Noce moscata q.b. se gradita

  • Prezzemolo tritato (a discrezione)

In una ciotola sbattete le uova con il formaggio e la noce moscata. Portate a bollore il brodo e versateci le uova sbattute mescolando con una forchetta o una frusta in modo da formare tanti piccoli “stracci”; lasciate andare a fuoco medio per circa 5-6 minuti mescolando di tanto in tanto fino a far rapprendere leggermente il composto. Servite caldo, aggiungendo a piacere del prezzemolo tritato.

(Ricetta modificata da: “io mangio come voi”, Terre di Mezzo editore)

La dietista informa…

Questa minestra, dalle origini antiche, appartiene alla tradizione culinaria del centro Italia e si prepara in occasione delle festività natalizie e per la Pasqua; è nata per riutilizzare il brodo in modo gustoso, nutriente e veloce! La ricetta è povera: uova, formaggio, spezie.

Dal punto di vista nutrizionale, pur avendo l’aspetto di una minestra, risulta essere a tutti gli effetti un secondo piatto, fonte di proteine animali (uova e formaggio). Le uova sono molto importanti nell’alimentazione dei bambini e il loro consumo è consigliato una volta a settimana (in alternanza a carne-pesce-legumi-formaggi); ricordiamoci quindi di completare il pasto con un alimento che contenga carboidrati (es. pane tostato, patate) e con delle verdure e di non abbinare un altro alimento proteico (es carne, pesce, ecc).

L’uovo viene introdotto nell’alimentazione del bimbo sin dallo svezzamento, di solito partendo con l’assaggio del tuorlo e inserendo l’albume in un secondo momento.

Le uova sono ricche di proteine, di grassi “buoni” (quelli monoinsaturi e polinsaturi), di ferro, di fosfolipidi, di vitamine, in particolare la A e quelle del gruppo B e B12 ma anche la D (che contribuisce all’assorbimento intestinale di calcio e fosforo) e la E. L’albume è la parte dell’uovo più ricca in proteine e povera in grassi e minerali; il tuorlo contiene soprattutto lipidi, ferro, calcio, lipoproteine e fosfoproteine. Tutti questi nutrienti sono preziosi per la crescita e lo sviluppo dei bambini; occorre però non esagerare con il loro consumo per l’elevato contenuto in colesterolo e consumare le uova cotte (soprattutto per i bambini).

Per la sua consistenza e semplicità questa ricetta si presta anche per l’alimentazione di bimbi molto piccoli; essendo un piatto proteico fate però attenzione alle porzioni: il bimbo dovrebbe mangiarne circa la metà (o meno) del piatto di una persona adulta!

Inoltre se in famiglia ci sono bambini sotto i 2-3 anni, sarebbe bene non utilizzare il sale nella preparazione del piatto; anche per i bimbi più grandi un uso limitato del sale sarà un fattore protettivo per la salute!

Consigli per la scelta delle uova:

Il contenuto in vitamine dell’uovo e la composizione in acidi grassi dipendono dal tipo di dieta della gallina.

Se le uova vengono acquistate al supermercato è importante guardare la prima cifra del codice stampato sulla confezione o direttamente sulle uova stesse, che indica la modalità di allevamento delle galline: 3 per le galline allevate in gabbia (o batteria), 2 per le galline allevate “a terra”, 1 per le galline allevate all’aperto, 0 per le galline allevate all’aperto con mangime biologico. La freschezza delle uova si desume dalla data di preferibile consumo che deve essere al massimo di 28 giorni dalla data di deposizione. Per sua natura l’uovo si deteriora facilmente: primo segno la formazione del vuoto all’interno del guscio. La refrigerazione rallenta molto i processi di invecchiamento, per questo sulle confezioni di uova è obbligatorio riportare la dicitura di conservare le uova in frigorifero dopo l’acquisto. La dicitura extra indica le uova di categoria A (destinate al commercio al dettaglio) commercializzate entro il settimo giorno dall’imballaggio. In questo modo sarà possibile un consumo più consapevole!

A cura di: Marcella Serioli, dietista e nutrizionista

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NELLA NEVE
di Luisa Carretti

In questi giorni in cui la neve ha ammantato tutto di bianco trasformando magicamente ciò che é intorno a noi, vi propongo un albo illustrato che ho scoperto poche settimane fa, lavorando con una collega pedagogista in un nido: Nella neve.
Neve, nebbia, bianco e la storia di due piccole volpi che sono nel bosco, che sperimentano il valore dell’amicizia, la paura di perdersi e restare da soli per poi infine ritrovarsi.
L’albo, grazie anche alle delicate ed eleganti illustrazioni, ci trasporta nelle emozioni e nelle suggestioni che suscita il paesaggio innevato e nella dimensione della ricerca e della scoperta.
Un libro fatto di poesia adatto a tutti, grandi e piccini.
Buona lettura!

SCHEDA LIBRO
TITOLO: Nella neve
AUTORE: Luisa Carretti
ILLUSTRATORE: Barbara Lachi
EDUZIONE: Storie Cucite – Milano 2016
ETÀ CONSIGLIATA: dai 3-4 anni

A cura di: Elisa Mazzella, pedagogista

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Palline di ricotta e cacao

ricetta

Per la merenda dei vostri bimbi (dopo l’anno) vi propongo l’idea di un dolcetto fatto in casa, veloce da preparare e molto goloso: le palline di ricotta e cacao!

Ingredienti (per circa 30 palline)

* 250 g di ricotta fresca

* 2 cucchiai rasi di cacao amaro

* 50 g di zucchero

* 50 g di biscotti secchi sbriciolati

* cacao o granella di frutta secca per la parte esterna

Sgocciolate bene la ricotta e amalgamatela con il cacao setacciato e lo zucchero. Aggiungete i biscotti sbriciolati fino ad ottenere la consistenza adatta a formare delle piccole palle.

Con l’aiuto di un cucchiaino, create delle palline e lasciatele correre su una base di cacao o di granella di frutta secca per completare la parte esterna.

Riponete in frigo per circa un’oretta … anche mangiate subito sono buone.

Potete disporre le palline con un po’ di fantasia per creare i disegni che più vi piacciono: un albero, una ghirlanda, un fiore, dei pupazzi di neve. (Fonte: modificata da https://www.periandthekitchen.com/2017/12/ dolcetti-natalizi-per-bambini/. Consultato il 14/01/2019)

La dietista informa…

Ho scelto questa ricetta su suggerimento di Chiara Beffani, la nostra educatrice che si occupa dei laboratori di cucina, e l’ho modificata per renderla nutrizionalmente più equilibrata per i nostri bimbi! Vi ricordo che la merenda è un pasto molto importante sia per gli adulti ma soprattutto per bambini e adolescenti: interrompe il digiuno tra pranzo e cena, in modo da non arrivare troppo affamati al pasto successivo, e fornisce l’energia per affrontare i giochi e le attività del pomeriggio! Anche i dolci fatti in casa, con ingredienti scelti e genuini, possono essere un’alternativa per la merenda: l’importante è non eccedere con la frequenza e con la quantità. Nella ricetta in questione ho ridotto la quantità di zucchero presente; consiglio di scegliere biscotti secchi di qualità, con olio extra vergine d’oliva o burro, in cui il primo ingrediente non sia lo zucchero, oppure biscotti secchi con farine integrali.

L’ingrediente principale di questo dolce è la ricotta: siamo abituati a definirla formaggio anche se in realtà non lo è! Infatti la ricotta non si ottiene dal latte ma dal siero, la parte liquida che si separa dal caglio durante la produzione dei formaggi; il siero contiene ancora lattosio,

proteine, sali minerali e tracce di grassi. Il siero viene riscaldato e acidificato per permettere la coagulazione delle siero-proteine, albumina e globulina, che formano un tenue reticolo che va a inglobare anche la frazione di materia grassa ancora presente. Questa massa morbida viene poi raccolta e lasciata sgocciolare; dopo una rapida asciugatura può essere confezionata. Si tratta di un alimento facilmente deperibile quindi si consiglia di consumarla fresca, sia quella di produzione industriale ma soprattutto quella artigianale. Rispetto ai formaggi freschi questo latticino è solitamente meno grasso (contiene circa il 10% di grassi), apporta una piccola quantità di zucchero (lattosio) e ha un buon contenuto di proteine (mediamente 10 g su 100 g di ricotta); si tratta delle proteine del siero del latte, diverse dalle caseine presenti nei formaggi: esse sono ricche di aminoacidi essenziali e hanno effetti positivi per la salute! Buono l’apporto di sali minerali, abbondano calcio, selenio, fosforo e zinco, e quello di vitamine, soprattutto vitamina A, B2 e B12. In alcune ricotte vengono aggiunti al siero latte o panna in quantità variabile, con un aumento della percentuale di grassi e calorie: la lettura dell’etichetta vi permetterà di individuarle e di scegliere in modo consapevole. La ricotta è quindi ottima per i bambini ma attenzione alle quantità per non eccedere con la dose giornaliera di proteine! La porzione di palline per una merenda può essere di 3-4 palline.

 

A cura di: Marcella Serioli, dietista-nutrizionista 

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Vellutata di cavolo rosso

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Questo mese, su suggerimento di Chiara Beffani, la nostra educatrice che si occupa dei laboratori di cucina per bambini presso il Centro Maia, vi propongo e commento una ricetta facile e divertente che vi farà giocare con i colori: la vellutata di cavolo rosso!

Ingredienti (per 4 persone)

* Cavolo rosso 600 g ca

* Latte fresco intero 50 ml

* Scalogno 1

* Acqua 1,5 l

* Olio di oliva extravergine 30 g

* Succo di ½ limone

* Noce moscata q.b.

* Sale fino q.b.

* Pepe nero q.b.

Per preparare la vellutata di cavolo rosso per prima cosa pelate lo scalogno e tagliatelo a fettine non troppo sottili. Poi lavate il cavolo

rosso sotto l’acqua corrente, dividetelo a metà, eliminate la costa dura interna e tagliatelo a striscioline con un coltello.

Ora scaldate l’olio di oliva in un tegame dal fondo spesso, aggiungete lo scalogno e rosolatelo a fiamma viva fino a quando non avrà assunto una bella colorazione dorata. Quando lo scalogno sarà ben rosolato, aggiungete il cavolo rosso al tegame (tenete da parte qualche strisciolina per la guarnizione finale), aggiungete un pizzico di sale e fatelo rosolare a fiamma viva per qualche minuto mescolando spesso.

A questo punto versate un litro di acqua nel tegame, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 35-40 minuti senza coperchio, mescolando occasionalmente. Trascorso questo tempo, aggiungete il restante mezzo litro di acqua e lasciate cuocere per altri 10-15 minuti.

Una volta terminata la cottura, spegnete la fiamma, aggiungete il latte e mescolate accuratamente. Frullate il tutto utilizzando un frullatore a immersione; quando avrete ottenuto una consistenza cremosa e uniforme potete setacciare la purea ottenuta attraverso un colino aiutandovi con una spatola in modo da renderla ancora più fine e omogenea.

Ora prelevate un quarto della crema ottenuta, trasferitela in una ciotolina a parte e unite a questa il succo di limone: mescolate fino a che non assumerà un colore rosa uniforme. Condite con un pizzico di pepe sia la crema rosa che quella viola, in base al vostro gusto, e a quest’ultima aggiungete anche una grattugiata di noce moscata.

Mescolate ancora una volta e siete pronti per impiattare: dividete la crema viola nelle ciotole da portata e aggiungete un mestolo di crema rosa a tutte per creare una deliziosa sfumatura di colore, poi guarnite

con un ciuffetto di cavolo crudo tagliato a julienne. La vostra incantevole vellutata di cavolo rosso è pronta per essere servita calda!

(Fonte: modificato da https://ricette.giallozafferano.it/Vellutata-di-cavolo-rosso.html. Consultato il 03/12/2018)

 

La dietista informa…

Questa ricetta unisce alle proprietà nutrizionali di un ottimo alimento anche un lato giocoso e creativo!

Il cavolo rosso appartiene alla famiglia del cavolo cappuccio; è un ingrediente povero ma dalle mille qualità e si raccoglie nel tardo autunno. Può essere mangiato sia crudo che cotto.

Rispetto al cavolo verde, quello rosso ha un contenuto 10 volte superiore di pro vitamine A ed il doppio del ferro; è inoltre ricco di vitamina C, che si degrada in parte con la cottura, e vitamina K e apporta una buona quantità di calcio e potassio. Le vitamine A e C sono due potenti antiossidanti ed esercitano un buon effetto contro i radicali liberi prevenendo l’invecchiamento dei tessuti ed alcune forme di tumore; a supportare questo effetto antiossidante e anticancerogeno contribuiscono anche i pigmenti fenolici (antocianine), che nel cavolo rosso appaiono numerosi e piuttosto concentrati, con anche effetti metabolici positivi. Il cavolo rosso inoltre, come numerosi ortaggi, ha un bassissimo apporto calorico e contiene fibra alimentare, utilissima per la salute e il buon funzionamento dell’intestino, per il senso di sazietà e per la prevenzione contro le più comuni malattie metaboliche.

Oltre a essere naturalmente ricco di vitamine e sali minerali, il cavolo rosso possiede anche un inaspettato lato “trasformista” grazie all’alto contenuto di antocianine, responsabili della caratteristica colorazione violacea: basterà aggiungere alla crema di cavolo un elemento acido come il succo di limone per variarne il pH e… voilà, otterrete una vellutata rosa! Per lo stesso motivo le foglie del cavolo rosso possono variare di colore in base al pH del terreno in cui crescono: sui terreni acidi crescono rosse o rosa o magenta, sui terreni neutri porpora mentre in quelli alcalini diventano blu o gialle o verdastre. Questo spiega il fatto che la stessa pianta è diffusa in diverse regioni ma con colori diversi.

Questo piatto è adatto per tutta la famiglia (da circa 1 anno di età in su) ma con qualche accorgimento (es. non mettere sale e spezie) si può utilizzare anche in fase di divezzamento! Potrete inoltre coinvolgere i bambini più grandicelli, che magari mostrano un’avversione verso le verdure, nel preparare la crema rosa e nell’impiattare il tutto! Divertimento e gusto sono assicurati!

Curiosità: se vi piace l’idea di giocare con i colori naturali potreste anche provare ad aggiungere del bicarbonato a parte della vellutata di cavolo rosso; otterrete un colore blu che è meglio usare però per colorare per esempio la pasta di sale e realizzare simpatiche formine con i vostri bambini!

 

A cura di: Marcella Serioli, dietista

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PRIMA C’ERANO I DINOSAURI

di Gek Tessaro

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Nessuno di noi c’era. Solo un vecchio dinosauro, che oggi è uno scheletro fossile in un museo, può farci da guida e condurci nell’era dei mastodontici dinosauri. Questo albo illustrato ci racconta di un mondo primitivo e lontano, popolato da enormi e bizzarre creature, un mondo caotico e vitale, il mondo di prima che forse, agli occhi del lettore, non apparirà tanto diverso da quello di adesso.
Buona lettura!

SCHEDA LIBRO
TITOLO: Prima c’erano i dinosauri
AUTORE: Gek Tessaro
EDIZIONE: Lapis – 2018
ETÀ DI LETTURA: dai 3 anni

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BIODANZA E CONCETTO DI IDENTITA’

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Che cos’è l’identità?

Su questo argomento molti studiosi si sono accaniti fin dall’antichità, già Platone si interrogava su questo tema, e, da allora, filosofi, psicologi, antropologi hanno continuato ad esprimere la loro opinione su questa questione tanto misteriosa ma al contempo tanto importante nell’esistenza di ciascun individuo. Ognuno di loro ha aggiunto particolari, pensieri, concetti che hanno permesso di ampliare e rendere sempre più preciso questo concetto. Riportando la definizione da vocabolario ritroviamo: “Il concetto d’identità, nella sociologia e nelle scienze sociali riguarda la concezione che un individuo ha di sè stesso nell’individuale e nella società. Quindi l’identità è l’insieme di caratteristiche uniche che rende l’individuo unico e inconfondibile, cioè ciò che ci rende diversi dall’altro. L’identità non è immutabile, ma si trasforma con la crescita e i cambiamenti sociali”.

Da questa definizione possiamo constatare come l’identità di ciascuno sia l’insieme di caratteristiche che rendono ogni essere umano unico, in continua trasformazione.

Nei diversi campi del sapere il concetto di identità si manifesta in maniera diversa, in filosofia l’identità è un concetto astratto per indicare sé stesso che muta nel tempo, dal punto di vista psicologico è legato al concetto di persona, della dimensione del sé, individuale, in antropologia il significato di identità assume due diversi aspetti: il concetto del sé diverso dagli altri e la dimensione sociale dove esiste il noi.

Da quando si sviluppa l’identità e perché è così importante?

Secondo Renè Spitz, medico e psichiatra che ebbe occasione di osservare i bambini dalla nascita e analizzando i loro cambiamenti, arrivò alla conclusione che l’identità inizia a costituirsi con la manifestazione dei bisogni,( il soddisfacimento o no lascia segni profondi).

Il bambino appena nato non ha coscienza di sé, si considera un prolungamento della madre, il rapporto per il primo mese è completamente simbiotico. Dal momento in cui riesce a succhiarsi il pollice del piede inizia a prendere consapevolezza di essere un essere diverso e staccato dalla madre. In questa fase l’apprendimento è esclusivamente implicito, fatto di sensazioni. Queste prime sensazioni rimangono impresse a livello inconscio ma influenzeranno la vita futura.

Abbiamo parlato di coscienza di sé, ma cosa significa?

La coscienza di sé riguarda diversi aspetti, e si sviluppa nel bambino progressivamente. Inizialmente riguarda la presa coscienza del proprio corpo (concetto di autoimmagine, che inizia dal Bambino che si riconosce allo specchio) e successivamente dalla consapevolezza di essere diversi in relazione al gruppo.

Per Jean Piaget, psicologo, filosofo e pedagogista svizzero, che si è occupato della psicologia dello sviluppo, il riconoscimento di Sé, da parte del bambino, è frutto di un lungo processo di elaborazione.

Che rapporto c’è tra biodanza e identità?

Riguardo a questo tema, biodanza crea un terreno favorevole dove l’identità di ciascuno possa esprimersi liberamente, senza giudizio.

Una sana identità è sinonimo di una buona autostima che implica l’accettazione di sé stessi e la capacità di manifestare e soddisfare, a seconda dell’età, i propri bisogni in maniera adeguata, è entrare in contatto con il proprio valore intrinseco, IO SONO (e basta) !

In questo senso Biodanza stimola, in ogni suo esercizio, la scoperta della propria modalità e aiuta a trovare strategie dove ognuno, bambino o adulto può inserirsi nel mondo con il “proprio ritmo”.

Oltre a questo, Biodanza va a stimolare quei potenziali genetici e sensazioni, emozioni che fanno parte dell’umanità intera, la scoperta anche delle similitudini in quanto tutti appartenenti al genere umano. Questa scoperta permette all’identità di ciascuno di fondersi in una unità, percepire quel senso di appartenenza tanto importante per ciascuno dove la propria identità è riflessa nello sguardo del compagno, dell’amico. In questo modo è possibile che la propria identità si esprima nel trovare soluzioni anziché scontri, nell’empatia, nel l’apertura verso il mondo e quindi verso l’umanità intera avendo nel contempo tutti gli strumenti per potersi difendere e difendere la propria integrità.

Le ultime scoperte nelle neuroscienze e nello specifico nella scoperta dei neuroni a specchio grazie all’equipe di Giacomo Rizzolatti, hanno dimostrato come la capacità di entrare in empatia con gli altri sia da un punto di vista motorio che emozionale è innato ed è un fattore biologico, ma la cultura e la società possono condizionare questo imprinting iniziale.

La biodanza quindi, andando a recuperare la parte più naturale dell’essere umano permette di ripristinare queste capacità che ci permettono di entrare in profonda relazione con gli altri.

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“Divento Regista! La Tv diventa 3D”

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Tema altamente dibattuto in ambito educativo, quello della fruizione, da parte di bambini più e meno grandi, di materiale televisivo. Le evidenze in possesso ci consigliano di limitare fortemente il tempo che i bambini passano davanti ad uno schermo. (Per maggiori informazioni e più dettagliate, soprattutto in relazione all’utilizzo delle screen technology si rimanda alla lettura di questo articolo: http://riviste.erickson.it/med/it/2018/mobile-device-e-zero-sei-punti-limite-e-consigli-duso-peruna-preschool-media-education/​  )
Tornando a ragionare su scenari di vita familiare reale, guardare un cartone in televisione è un’attività largamente diffusa nella quotidianità dei bambini. Oggi vi proponiamo un’attività per rendere questa attività il​ meno passiva possibile​​ e, anzi, molto divertente e utile per stimolare il pensiero creativo.

Un buon film/cartone è in grado di coinvolgere emotivamente il bambino e può essere un ottimo spunto e punto di partenza per riflettere sui propri sentimenti, sulle proprie paure e sui propri sogni. Cerchiamo però di non lasciare che il tutto si esaurisca nelle 2 dimensioni dello schermo e portiamo il cartone nel mondo reale! Per selezionare del materiale adatto all’età e alla fase di sviluppo, un validissimo strumento è il sito Common Sense of Media: https://www.commonsensemedia.org/movie-reviews
Una volta scelto il materiale con cura ed attenzione, verbalizzate al bambino (non importa quanto piccolo, la definizione di limiti temporali è fondamentale per lo sviluppo dell’autoregolazione) il Tempo che potrà passare davanti alla televisione, a più riprese (es: “questo cartone dura 50 minuti”, “mancano 20 minuti il cartone/film sta per finire, chissà cosa succederà!” “Bene, tra 5 minuti spegniamo la televisione e facciamo una cosa divertente insieme”). Se possibile, guardiamo il cartone insieme a lui, intervenendo ed invitandolo a commentare quello che accade con domande ed osservazioni.

Una volta terminato il cartone e spenta la televisione, poniamo su di un tavolo colori e fogli e invitiamo il bambino a ripercorrere ciò che è stato visto nel film/cartone, non per riprodurlo semplicemente ma per inventare un finale alternativo!

Disegniamo le scene come farebbe un regista e poi, con l’utilizzo di una scatola di cartone, riproduciamo una finta televisione a cui applicare di volta in volta le scene, raccontandole ad alta voce. Insomma, utilizziamo la Tv come ​non come strumento passivo ​​ma come trampolino per l’enorme potenzialità creativa di ogni bambino!

A cura di: Alice Di Leva, pedagogista.

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Pasta alle “Pillole di drago”

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Questa settimana vi propongo una versione riadattata di “pasta e fagioli”, ideale per tutta la famiglia, anche per i bimbi dopo l’anno. Le “Pillole di drago” sono i fagioli, che agli occhi della mia bimba diventano molto più curiosi e invitanti con questo nome!
Ingredienti (per 2 adulti e 2 bambini)
• 250 g di pasta corta • 120 g di fagioli rossi o borlotti secchi (oppure circa 300 g se in scatola) • 3 cucchiai di olio di oliva extravergine • Polpa di pomodoro 400 g • Brodo vegetale • 1 peperone rosso o 2 carote • 1 scalogno • Sale
Lasciate in ammollo i fagioli per 8-12 ore poi sciacquateli bene. Immergeteli in circa 850 mL di acqua fredda (senza sale) con un cucchiaio di succo di limone, portate a ebollizione e cuocete a fuoco moderato per circa 60 minuti; durante la cottura i fagioli devono essere costantemente coperti da acqua. Una volta cotti scolateli e frullate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Potete anche conservare qualche fagiolo a scopo decorativo.
In un pentolino scaldate il brodo vegetale. Nel frattempo preparate la pasta cuocendola per la metà del tempo indicato sulla confezione.
Tritate lo scalogno e tagliate il peperone a striscioline (o grattugiate le carote) e fate soffriggere nell’olio in una padella antiaderente abbastanza capiente. Aggiungete il composto ottenuto dai fagioli poi la polpa di pomodoro e mescolate bene. A questo punto potete unire la pasta e terminare la cottura in padella aggiungendo il brodo vegetale. Lasciate rapprendere il brodo fino alla consistenza desiderata; per i piccoli fate intiepidire il piatto prima di servirlo.
I vostri bambini saranno felici di poter assaggiare la pasta preparata con le “Pillole di drago” e sentirsi pieni di energia come veri draghetti!

La dietista informa…

Questa pasta è pensata per attirare l’interesse dei più piccini ma il sapore dolce e gradevole e la consistenza vellutata aiutano i bimbi ad accettare i legumi. Fatevi aiutare nelle operazioni di ammollo e lavaggio dei fagioli, chiamandoli giocosamente le “Pillole di drago” e inventando qualche piccola storia. I bambini avranno più voglia di gustare questo piatto interessante e nutrizionalmente completo! Vi ricordo che i legumi (fagioli ma anche lenticchie, ceci, piselli, fave, lupini, soia, ecc) sono la fonte più importante di proteine di origine vegetale, tanto da essere definiti “carne dei poveri”; in una dieta varia ed equilibrata il loro consumo è consigliato almeno 2-3 volte a settimana al posto del secondo piatto di origine animale (quindi carne, pesce, formaggio o uova) e questo vale anche per i bambini. I legumi non sono totalmente paragonabili a un alimento di origine animale in quanto carenti di alcuni aminoacidi (i precursori delle proteine); questa carenza viene compensata abbinando i legumi a un piatto di cereali, (che contengono tali aminoacidi). Per i legumi ricordiamo allora che: 1. È bene associarli a pasta/riso/pane o altri cereali e non utilizzarli, come spesso accade, come “contorno”. Es. se si mangiano i fagioli, non serve poi mangiare la carne. 2. A differenza dei secondi animali, non contengono colesterolo e hanno pochissimi grassi 3. Sono ricchi in fibra, utile per la regolarità e la salute intestinale, per favorire il senso di sazietà e prevenire importanti patologie metaboliche. I fagioli in particolare contengono una varietà di vitamine e minerali fornendo principalmente potassio, fosforo, magnesio, vitamina C, vitamina B3, folati e altre sostanze antiossidanti. Contengono anche sostanze potenzialmente tossiche ma che si degradano con l’ammollo e la cottura. Se per praticità li volete acquistare già pronti all’uso, meglio optare per fagioli surgelati o in vetro, da scolare e sciacquare per bene prima dell’utilizzo. Evitate i fagioli in latta in quanto ricchi di sodio (aggiunto
al liquido di conservazione) e nichel a causa dell’erosione del contenitore di metallo. Se invece optate per i fagioli secchi, ecco qualche consiglio utile: i legumi sono molto ricchi di vitamine del gruppo B, che sono idrosolubili e si perdono facilmente durante l’ammollo e la cottura; l’aggiunta di succo di limone, un cucchiaio per ogni litro d’acqua, accresce la ritenzione di vitamine del gruppo B alla fine della cottura. L’acqua di ammollo va gettata via perché contiene disciolte anche le sostanze tossiche di questi legumi.

A cura di: Marcella Serioli, dietista

Il Centro Maia consiglia…una lettura!

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LA PORTA DEI SOGNI

di Ilaria Mattioni

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Con grande piacere riprendo i consigli di lettura del Centro Maia proponendo a grandi e piccini “La porta dei sogni”, una storia scritta dall’amica e collega Ilaria Mattioni. La protagonista Camilla riuscirà a trovare il coraggio perduto?
Una storia originale e fresca, che con semplicità e senza mai essere scontata, affronta il tema delle paure dei bambini, ricordandoci l’importanza e il potere della fantasia che ognuno può scoprire dentro di sé.
Immergetevi nel viaggio di Camilla che si legge tutto di un fiato, accompagnati pagina dopo pagina dalle belle illustrazioni di Martina Peluso.
Buona lettura!

SCHEDA LIBRO
TITOLO: La porta dei sogni
AUTORE: Ilaria Mattioni
ILLUSTRATORE: Martina Peluso
EDIZIONE: Edizioni Paoline – 2018
ETÀ DI LETTURA: dai 4 anni

A cura di: Elisa Mazzella, pedagogista.