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Il Centro Maia consiglia…

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Giochi sospesi

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Il gioco di oggi è pensato per bambini dal decimo mese in poi. È infatti dopo i nove mesi d’età, all’incirca, che il bambino tende a cercare un appoggio per sollevarsi in piedi, attività inizialmente molto faticosa.

Per supportare questa fase di sviluppo può essere utile creare attività interessanti posti di fianco ad un appoggio a cui il bambino possa sostenersi mentre le utilizza.

Per creare questa attività sospesa, ci serviranno semplicemente cinque o sei bicchieri di plastica e una pallina molto leggera (ad esempio una pallina da ping pong).

Tagliamo un foro poco più grande della pallina sul lato di ogni bicchiere. Incolliamoli poi alla parete inclinati, raffigurando una scaletta, di modo che la fine di ogni bicchiere corrisponda al foro del bicchiere successivo.

Infilando la pallina nel primo bicchiere (che dovrà essere posto all’altezza del bambino), la pallina rotolerà da un bicchiere all’altro fino a scendere a terra.

Il bambino avrà dunque modo di alternare la posizione in piedi-seduto, migliorando il tono muscolare delle gambe e aiutandone progressivamente la verticalizzazione.

Buon divertimento!!

A cura di: Alice Di Leva, pedagogista.

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Il Centro Maia consiglia…una ricetta!

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Fette biscottate con le prugne secche 

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Per questo mese in cui i bimbi riprendono a frequentare asili e scuole, ecco l’idea per una merenda sana e golosa, che possa ridare loro la carica!!!La ricetta è adatta anche ai più piccini che hanno già raggiunto una buona abilità a masticare cibi morbidi. 

Ingredienti (per 4 persone circa) 

  • 8 fette biscottate
    • 16 prugne essiccate morbide e senza nocciolo
    • la buccia di 1 limone biologico 
    • qualche chiodo di garofano 
    • 2 cucchiaini di zucchero  
    • burro 

Sciacquate le prugne e mettetele in una casseruola con lo zucchero, la buccia del limone lavata e tagliata a striscioline e i chiodi di garofano. Copritele a filo con acqua e cuocetele col coperchio finché saranno tenere ma non sfatte.  

Spalmate le fette biscottate con un velo di burro e distribuite due prugne per fetta, poi irroratele con il loro sciroppo (eventualmente fatelo ridurre). Servite su piattini la merenda con le prugne ancora tiepide o lasciate prima raffreddare. 

N.B. potete sostituire le fette biscottate con del pane croccante 

(Ricetta modificata da: “Il Libro dei dolci”, La biblioteca di Insieme, Collana diretta da Luciana Omicini, 1990 Insieme RCS Rizzoli Periodici SpA) 

 

La dietista informa…  

Parlando di prugne secche ci viene subito in mente la loro proprietà lassativa; in effetti il loro consumo in modo regolare è un valido aiuto contro la stitichezza grazie alla presenza di fibre alimentari, zolfo e fruttosio. 

Questi frutti hanno però numerose altre proprietà: conosciamole meglio! La prugna secca è lo stesso frutto che da fresco viene chiamato susina ed è coltivata in tutta Europa e negli Stati Uniti; la California è il maggior produttore mondiale di prugne secche: è infatti lì che si è iniziato a essiccare le prugne al sole nel diciannovesimo secolo. Le prugne secche vengono private dell’acqua e diventano un concentrato di sostanze nutritive tra cui zuccheri e aminoacidi; sono inoltre ricche di sostanze antiossidanti, che contrastano i radicali liberi, e fibre solubili. Apportano vitamine, tra cui la vitamina A, vitamine del gruppo B, la C e la K e sono ricche di minerali, soprattutto potassio ma anche calcio, magnesio, fosforo, ferro, zinco, rame, fluoro, boro, manganese e sodio. Grazie al loro contenuto in vitamina C, favoriscono l’assorbimento del ferro e possono aiutare a contrastare malattie da raffreddamento. Alcuni studi hanno dimostrato che un consumo regolare di prugne disidratate aiuta a combattere l’osteoporosi (nella donna in menopausa) e il colesterolo cattivo LDL.  

Le prugne secche sono quindi un concentrato di sostanze utilissime per la crescita dei bambini, adatte per realizzare spuntini nutrienti e sani, da preferire alle merende confezionate! 

N.B. Le prugne secche hanno molte più calorie e zuccheri rispetto a quelle fresche (circa 220 Kcal per 100 g di polpa rispetto a circa 40 Kcal per 100 g di prugna fresca): è quindi importante non esagerare nella quantità!!! Inoltre un consumo eccessivo di prugne può provocare effetti indesiderati come diarrea, meteorismo e flatulenza. 

A cura di: Marcella Serioli , dietista

 

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Lattughetta (vellutata di lattuga)

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Siamo in primavera ormai inoltrata e la lattuga è uno degli alimenti che l’orto ci offre in questa stagione! Ma come proporla in fase di svezzamento? Questa ricetta è pensata proprio per i più piccini ma è ottima per tutta la famiglia!
Ingredienti (per 4 persone)
• ½ cespo di lattuga
• 4 patate di media dimensione
• 1 litro di acqua
• 2 tuorli d’uovo
• 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
• 2 cucchiai di parmigiano
Per prima cosa tagliate la lattuga a striscioline e sbucciate e tagliate a dadini le patate. Bollite in 1 litro d’acqua la lattuga e le patate per circa 20-30 minuti; a termine cottura frullate il tutto. A parte sbattete con una forchetta i tuorli d’uovo con l’olio e il parmigiano, poi versateli nel composto. Cuocete ancora per qualche minuto mescolando e servite nelle ciotoline.
N.B. Per il piccolo in fase di svezzamento abbiamo così realizzato una pappa completa!
(Ricetta modificata da: “Pappe da Favola”. Carmela e Arrigo Cipriani, Sperling & Kupfer Editori)

La dietista informa…

La lattuga è originaria dell’Oriente ma è conosciuta in Europa fin dall’epoca greco-romana; ad oggi il nostro paese ne è il primo produttore europeo. Con il termine “lattuga” si intendono molte varietà, tra cui la lattuga riccia, la lattuga romana, il lattughino da taglio, la lattuga rossiccia e la lattuga a cappuccio o iceberg. Comunemente la lattuga viene chiamata “insalata”, dal nome del piatto che si prepara con essa!
Di recente la lattuga è stata inserita fra i 30 Smartfood, cioè quei cibi “intelligenti” in grado di proteggere l’organismo e di allungare la vita.
La lattuga risulta composta per il 95% da acqua, apporta pochissime calorie e i grassi al suo interno sono quasi del tutto assenti. Essa è ricca però di minerali (magnesio, potassio), vitamine (vitamina C, vitamine del gruppo B, vitamina E, betacarotene) e sostanze antiossidanti; tra queste ricordiamo la quercetina, un flavonoide che aiuta a ridurre la pressione e i livelli di colesterolo nel sangue e vanta un lieve effetto antistaminico, e la clorofilla, che aiuta a eliminare dall’organismo i radicali liberi.
Le sostanze contenute nella lattuga secondo alcuni studi favoriscono inoltre gli ormoni del benessere e hanno un blando effetto sedativo che può aiutare in caso di insonnia.
Inoltre le fibre di cui è ricca la lattuga favoriscono la regolarità intestinale e l’eliminazione delle tossine; questo ortaggio contiene anche inulina, una fibra prebiotica che riduce la produzione di gas intestinale ed è utile in caso di gastrite e colite.
L’abitudine a consumare regolarmente lattuga è quindi ottima e andrebbe incentivata fin dalla prima infanzia con stratagemmi per renderla gradita ai nostri bimbi!
N.B. L’ideale sarebbe consumare la lattuga fresca in insalata poiché la quantità di clorofilla e vitamina C si riduce con il passare del tempo dal momento del raccolto. Le foglie della lattuga sono molto permeabili ai trattamenti chimici: i diserbanti, i pesticidi e i fertilizzanti si fermano proprio sulle parti commestibili della pianta; non si tratta di percentuali tossiche, ma sufficienti a esporci al consumo di sostanze insalubri. Ecco perché sarebbe meglio acquistarla biologica o da piccoli produttori locali; è inoltre buona abitudine acquistarla in cespi e non nelle buste, poiché il taglio disperde buona parte dei nutrienti, in particolare la vitamina C.

 

A cura di: Marcella Serioli, dietista

 

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Oggi sono un Naso!

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Per l’attività che vi proponiamo oggi, è sufficiente uscire in giardino e andare a caccia di… profumi! Vestiremo insieme ai nostri bambini i panni di un Naso, ovvero un creatore di fragranze.

L’educazione sensoriale coinvolge, ovviamente, anche l’olfatto. Senso spesso “dimenticato” nei giochi e nelle attività per la prima infanzia.

Oggi vogliamo rendere l’olfatto attore principale nonostante di un’attività pensata per i bambini dai due anni e mezzo in su che, con l’aiuto degli odori e dei profumi, ci aiuti a riscoprire la natura, in uno dei periodi in cui si esprime in tutta la sua vitalità.

Poco prima dei tre anni di età, i bambini avranno sufficiente capacità motorie per esplorare lo spazio e raccogliere gli elementi richiesti, una capacità di linguaggio che, seppur in piena evoluzione, può sostenere la loro capacità di nominare e di conseguenza categorizzare gli elementi e, infine, intorno ai 18 mesi circa, sarà stata superata la fase orale. Potranno cioè essere raccolti piccoli elementi naturali senza il rischio che il movimento più naturale per il bambino sia quello di portarli alla bocca.

Poniamo al centro del giardino o del parco dove svolgiamo l’attività, due o tre cesti dove il bambino possa riporre i tesori raccolti. Invitiamolo a scegliere cosa cogliere o cosa raccogliere assaporandone l’odore, buono o brutto che sia. Potremmo invitare il bambino a riporre in un cesto i profumi che gli piacciono, e in un’altro quelli che gradisce meno, sostenendolo nella descrizione dei profumi e partecipando alla sua ricerca.

Quando il soddisfatto di quanto raccolto, predisponiamo qualche boccetta di profumo vuota o qualche piccola bottiglietta, meglio se in vetro, e invitiamo il bambino a creare tre profumi diversi, unendo gli elementi scelti. Per godere ancora di più del processo, cerchiamo di annusare gli elementi e le nostre creazioni con gli occhi chiusi.

La nascita di un profumo è un processo creativo, lasciamo che sia il Naso ad esprimersi, abbandonando la nostra concezione adulta di profumo e preparandoci a fragranze composte da terriccio e sassi, erba e foglie secche o vermetti e aghi di pino.

 

A cura di: Alice Di Leva, educatrice.

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MENTRE TU DORMI

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Un albo che racconta un sogno lungo una notte intera usando solo le immagini. Il sogno si intreccia con la realtà e inizia quando un bimbo, dopo aver ascoltato una storia della buonanotte della sua mamma, si addormenta.
Tutto il libro si costruisce su una domanda: cosa succede mentre tu dormi? Mentre tu dormi prendono vita tante storie fatte di tenerezza, di spensieratezza, di tristezza, di fantasia e di piccole cose.
L’autrice ci accompagna piano piano in un mondo fatto di gesti e relazioni attraverso le finestre illuminate delle case o i colori intensi di una terra sconosciuta. Così, pagina dopo pagina, le immagini si compongono di dettagli, particolari e personaggi nuovi e chi sfoglia il libro, catturato dai cambiamenti, può immaginare e creare infinite storie possibili.
Ma il viaggio che abbiamo fatto attraverso le ricche e belle illustrazioni è stato davvero un sogno o i personaggi e le storie che abbiamo incontrato sono reali? Per scoprirlo bisogna tornare all’inizio del racconto….
Buona lettura!

SCHEDA LIBRO
AUTRICE: Mariana Ruiz Johnson
EDIZIONE: Carthusia Edizioni – 2015
ETÀ DI LETTURA: per tutte le età

 

A cura di: Elisa Mazzella, pedagogista.

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Insalata alle violette 

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Ecco la ricetta per preparare un’ottima insalata che renderà curiosi anche i bimbi più diffidenti: un mix di verdure primaverili, uova e violette! 

Ingredienti (per 2 adulti e 2 bambini) 

  • 2 carote 
  • 2 cipollotti 
  • Insalatina 
  • 16 punte di asparago lesse 
  • 6 uova sode 
  • qualche violetta appena raccolta 
  • olio extravergine di oliva 

Per prima cosa preparate le uova sode e poi le verdure: tagliate le carote in striscioline sottili, pulite l’insalatina, stufate i cipollotti in acqua e un goccio d’olio e lessate gli asparagi. Una volta cotti, potete tagliare in lungo le punte di asparagi e disporle a raggera su un piatto da portata; nel centro disponete le altre verdure e adagiate le uova sode a spicchi. Condite con olio di oliva extravergine. 

Infine guarnite con le violette! 

N.B. è possibile decorare la vostra insalata con altri fiori commestibili come le primule! 

(Ricetta modificata da: https://www.lacucinaitaliana.it/ricetta/ secondi/insalata-alle-violette/ Consultato il 22-04-2018)

 

La dietista informa…  

  

Come abbiamo già visto altre volte, le verdure spesso risultano un piatto poco amato e poco “attraente” per i bambini. Tuttavia sono un alimento fondamentale per crescere in salute e ridurre il rischio di molte malattie nel corso della vita. 

La presentazione del piatto in modo accattivante può aiutarvi ad incuriosire il vostro bimbo: l’insalata proposta prevede la decorazione con fiori primaverili, come le viole, che sono anche commestibili! Quindi potete invitare il vostro bambino all’assaggio di qualche fiore e poi dell’insalata e vedere come accoglie sapori nuovi! 

Per l’insalata fate in modo che sia fresca e tenera, meglio ancora se dell’orto; gli asparagi sono ottimi in questa stagione quindi proponeteli anche ai vostri bambini (le punte ben cotte sono tenere e di facile masticazione). 

Le uova rappresentano una fonte di proteine alternativa alla carne: per un bambino è sufficiente 1 uovo a settimana, da alternare agli altri alimenti proteici. Per rendere il pasto completo basta accompagnare la nostra insalata con un alimento che contenga carboidrati come pasta, riso o altri cereali, pane. 

Gli altri “ingredienti” che possono aiutare i nostri bambini ad accettare le verdure sono: 

  • coinvolgere il bambino nella preparazione dei piatti (dare pochi compiti semplici in base all’età es. raccogliere le violette!) 
  • Clima sereno e giocoso a tavola 
  • Dare sempre il buon esempio (non aspettiamoci che nostro figlio mangi la verdura se nessuno in casa lo fa) 
  • Non forzare mai a mangiare, piuttosto stimolare all’assaggio e accettare il rifiuto. 

Buon appetito!!! 

 

A cura di: Marcella Serioli , dietista

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A CACCIA DELL’ORSO

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“A caccia dell’Orso” è un piccolo gioiello della letteratura per l’infanzia che viene pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1989 e tradotto in italiano per Mondadori undici anni dopo. L’albo racconta la storia di una allegra e intraprendente famiglia (mamma, papà e tre figli) che un giorno decide di andare a caccia dell’orso.
Punti di forza del libro sono la ripetitività e la musicalità del testo e la vivacità e l’immediatezza dei disegni di Helen Oxenbury. Le tavole in bianco e nero narrano le difficoltà che la famiglia passo dopo passo si trova ad affrontare; quelle a colori, invece, riportano le parole sonore che riprendono i rumori prodotti dai cinque nel loro cammino e che ben si prestano ad essere ripetute in un gioco di sonorità che coinvolge fin da subito grandi e piccini.
Una lettura semplice ma ricca di particolari da scoprire ogni volta, in cui testo, immagini e suoni danno vita a una storia avventurosa e coinvolgente che insegna ad affrontare insieme le paure e le difficoltà.

 

SCHEDA LIBRO:
AUTORE: Michael Rosen
ILLUSTRATORE: Helen Oxenbury
EDIZIONE: Mondadori – 2001
ETÀ DI LETTURA: dai 3 anni

 

A cura di: Elisa Mazzella, Pedagogista.

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Come i grandi

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Capita molto spesso, dal secondo anno in poi, che i bambini tendano ad imitare gli adulti di riferimento, in primis mamma e papà, indossando per gioco le loro scarpe, i loro accessori e i loro indumenti. Creare a casa, così come si vede molto spesso al nido, un “angolo dei travestimenti”, può essere un’occasione per stimolare i bambini ad immaginare il sé adulto e sperimentare dei divertenti giochi di ruolo. Proprio intorno a questa età fa infatti la sua comparsa il gioco simbolico, ovvero o il gioco in cui il bambino “fa finta di..”, immedesimandosi in ruoli da cui è interessato o attratto (il dottore, la mamma, il papà, il supereroe…) e mettendo in scena comportamenti ed azioni immaginarie con l’ausilio dei suoi giochi.

In un angolo della casa o della stanza del bambino, organizziamo con ceste o contenitori, un piccolo guardaroba con indumenti ed accessori in buono stato che non usiamo più. Nell’angolo dei travestimenti inseriamo:

● cappelli ● occhiali da sole ● borse ● portafogli ● maglioni ● calze ● sciarpe ● collane ● ecc..

Oltre a sviluppare la capacità di vestirsi da solo, e lavorare dunque sull’autonomia nelle azioni quotidiane, questa attività permetterà di mettere in campo e consolidare competenze cognitive, affettive e sociali. Avere uno specchio abbastanza grande per riflettere la figura intera, posto all’altezza del bambino, lo aiuterà a godere della sua trasformazione e ad essere consapevole delle proprie azioni. Cerchiamo, come sempre, di osservare senza intrometterci e, ovviamente, di partecipare travestendoci a nostra volta se è il bambino a chiederlo. Cerchiamo di abbandonare la rigidità dei ruoli propria dell’età adulta e lasciamoci trasportare dalla consapevolezza dei bambini che nulla è dato e predeterminato, nemmeno noi stessi.

 

A cura di: Alice Di Leva, educatrice.